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EROSIONE COSTIERA -
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DA “SOVERATOGIOVANI” IL RICHIAMO AD UN “INTERVENTISMO GIOVANILE”

Mi fa molto piacere che il mio invito alla riflessione sia stato raccolto da qualcuno e, nella specie, dal Prof. Ulderico Nisticò, atteso il perdurante silenzio delle locali istituzioni.

Il Prof. Nisticò, nel suo intervento pubblicato sul sito “Soveratoweb.it”, però, rilancia la posta, perché propone una riflessione più ampia e, implicitamente, mi pare lanciare una sfida a noi Giovani di Soverato, e ai Giovani in genere: siamo capaci noi Giovani di fare politica, quella vera s’intende, fatta di risposte concrete ai problemi quotidiani?

La questione non è di poco conto anche perché racchiude in se un grande potenziale,  atteso che ci colloca di fronte ad un problema fondamentale che tutti i giovani si pongono all’interno del loro percorso di crescita: “Perché dovrei…intervenire, partecipare, proporre? Quando proposte ed interventi sono accolti con superficialità e faciloneria?”.

Una domanda alla quale molto spesso nessuno sa dare una risposta soddisfacente: c’è chi semplicemente “allarga le braccia”, “c’è chi risponde “fallo e basta”, e chi immancabilmente comincia a citare il futuro “perché devi prepararti al domani”, “se vuoi diventare Qualcuno” (che poi questo qualcuno non si è ancora capito chi sia).

La grande sfida, di ieri come di oggi, è dare ai giovani una motivazione che trovi le sue radici nel presente, in modo che ogni giorno egli possa dire “Oggi io mi impegno perché…”

Purtroppo, invece, in questo momento storico è un dato ineludibile il fatto che i giovani provino un sempre maggiore allontanamento dalla politica, che sempre di più viene percepita (forse non del tutto a torto) come un mondo “sporco” dal quale prendere le distanze e non come “il servizio per il bene comune”, e questo porta ad un allontanamento da tutte le forme di impegno e di partecipazione.

Non solo, spesso la politica vive i Giovani come un bacino elettorale, da gozzovigliare in vista delle tornare elettorali ma niente più.

Di fronte alla sfiducia nei confronti di chi dovrebbe avere la responsabilità di pensare al bene di tutti, i Giovani hanno perduto (forse anche perché le scuole hanno smesso di insegnarla) una cosciente dimensione comunitaria e diffondendosi sempre più l’indifferenza: l’altro non mi riguarda, devo pensare solo a me stesso: a quello che mi piace, a quello che mi conviene.

La conseguenza è che i luoghi della partecipazione politica si svuotano dei Giovani!.

Di fronte a questo quadro, che può apparire desolante, le scelte che possono operarsi sono due: arrendersi, e lasciare che tutto continui ad esistere cosi com’è, oppure impegnarsi per rilanciare la partecipazione e l’impegno politico come elemento imprescindibile nella formazione dei giovani.

Penso sia un dovere di tutti fare una scelta coraggiosa, una scelta che senz’altro richiede impegno da parte di tutti.

E alle istituzioni, prima di tutto quelle locali, spetta l’impegno di  rilanciare l’interesse politico dei Giovani e promuovere l’amore per una Politica con la “P” maiuscola.

Allora è innanzitutto necessario porsi una domanda: “Ma oggi i giovani sono chiamati dalle istituzioni e dalla Politica a svolgere un concreto impegno politico?”.

La risposta sembra proprio essere negativa!

I Giovani di Soverato, però, non vogliono arrendersi all’idea che la Politica sia solo quella che li intende come mera manovalanza di progetti altrui, molto spesso pensati da chi è rimasto indietro e non ha colto l’evolversi della società.

Ed allora è necessario, da un lato, che vi siano politici che possano essere assunti come esempio dai Giovani e, dall’altro, che la politica riconosca spazi concreti di protagonismo ai Giovani.

I giovani hanno bisogno di testimoni coraggiosi. Di “insegnanti” appassionati che con il loro impegno e la loro passione mostrino loro concretamente cosa significa “impegnarsi ogni giorno”, “non arrendersi di fronte alle difficoltà”, “preoccuparsi del bene comune”.

Ma è opportuno, anche e soprattutto, che i Giovani intervengano con sempre maggiore decisione sulle questioni di politica ed attualità e che, prima ancora, studino e si preparino.

E’ necessario, insomma, che si apra una nuova stagione che sia foriera di un vero di “interventismo giovanile”.

Un primo importante passo in questa direzione potrebbe essere il passaggio definitivo all’interno del modo di vedere e vivere la politica dalla logica del “per” alla logica del “con”.

Spesso all’interno delle istituzioni a qualsiasi livello si discute di fare “progetti PER i giovani”, “iniziative PER i giovani”.

Le istituzioni devono avere il coraggio di cambiare, di fare iniziative e progetti “CON i giovani”, rendendo gli stessi non più i destinatari ma i protagonisti del cambiamento della politica e delle istituzioni.

Un cambiamento che dovrà essere seguito da un impegno a valorizzare e ad ampliare gli spazi di partecipazione giovanile nella politica, prima di tutto locale, che – purtroppo – oggi sono assai pochi, per non dire inesistenti.

In questo senso penso sia opportuno cercare di muovere alcuni passi in questa direzione attraverso la realizzazione di una piattaforma che sia da slancio per un vero “interventismo giovanile”, un luogo in cui proporre e partecipare, vera e propria palestra di quella Democrazia che fonda le nostre istituzioni e la nostra società.

Per tali motivi ho deciso di creare un portale web http://blog.libero.it/soveratogiovani/ , un luogo, seppur virtuale, dove promuovere l’impegno politico dei Giovani di Soverato, dove incoraggiarne la voglia di protagonismo politico.

Infatti, il blog si divide in aree tematiche, dalla mobilità allo sport, dal turismo alle politiche abitative, dal marketing territoriale all’innovazione turistica, nell’ambito delle quali tutti i Giovani di Soverato potranno apportare i propri contributi, formulare proposte ed idee, fare critiche e suggerimenti.

Un cantiere aperto dove progettare la Soverato che vogliamo e formare i protagonisti della sua costruzione, attraverso un vero e rinato interventismo giovanile.

E’ senz’altro un impegno difficile, ma oggi più che mai è necessario che ciascuno di noi scelga tra la via più giusta e quella più facile, per intraprendere insieme questo arduo percorso.

Queste sono le sfide del nostro tempo: le istituzioni e i politici sono chiamati a dare fiducia ai giovani, formandoli alla responsabilità e dando loro la possibilità di esercitarla concretamente; i giovani sono chiamati a rispondere a questa chiamata, sfidando le tentazioni dell’indifferenza.

Noi Giovani di Soverato abbiano raccolta la sfida!

Avv. Fabio Loscerbo

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Lettera aperta al Sindaco di Soverato (Cz) Raffaele Mancini

GIOVANI DI SOVERATO:
TANTE POTENZIALITA’ ED UNA GRANDE SPERANZA
(CU LA DURA, LA VINCI: INVITO ALLA FERMEZZA ED ALLA PERSEVERANZA)

Soverato, 4 gennaio 2010

Egr. Sig. Sindaco

Sono un giovane Avvocato, i miei genitori sono Calabresi, mio padre in particolare è di Soverato.

Verso la fine degli anni 70, i miei genitori hanno deciso di lasciare la propria terra per trasferirsi al Nord in cerca di migliori opportunità.

Io sono nato al reparto maternità dell’Ospedale S.Orsola-Malpighi di Bologna il giorno 16 agosto 1980.

Anch’io sono Calabrese.

A Bologna sono cresciuto, ho frequentato le scuole, l’università, mi sono laureato è ho acquisito l’abilitazione forense.

Ma nonostante ciò, sono sempre rimasto legato alla Calabria ed alla terra che ha dato i natali hai miei genitori.

E, si badi, non si tratta di un legame effimero dovuto a mesi estivi o invernali trascorsi qui a Soverato durante i periodi di vacanza.

È un legame che si sostanzia in affetti e valori che mi fanno sentire come “una figurina strappata dall’album sul quale era stata incollata”. Perché una parte di me è qui: è aria, è mare, è terra di Soverato.

E questo legame, forte e vigoroso, così avvolgente a questa terra mi ha condotto a fare una scelta di vita: ho deciso di fare ritorno alla terra che ha visto nascere e crescere i miei genitori.

Una scelta non facile né superficiale, forse intraprendente, quella di aprire uno studio legale qui a Soverato, ma determinata da una profonda e seria riflessione di vita.

Una scelta che mi ha consentito di vivere con maggiore coscienza la vita locale, i rapporti sociali, di amicizia, dandomi altresì modo di riflettere sul ruolo dei giovani qui a Soverato.

Sui giornali e sulle televisioni, anche e soprattutto locali, si parla e si discute tanto del problema della fuga dei giovani dalla Calabria, causata dalla apparente impossibilità di offrire risposte valide in Calabria ai giovani di Calabria.

Lo spartito non cambia ascoltando i discorsi fatti nei bar o tra i giovani che si radunano in piazzetta: è costante la percezione e diffusa la sensazione di uno scarso coinvolgimento nella vita della collettività locale.

I giovani reclamano un coinvolgimento maggiore nella vita locale e una cittadinanza attiva nella vita sociale: gli stessi giovani sono consapevoli che queste rappresentano le sfide principali per costruire nel presente il proprio futuro.

Le generazioni stanno cambiando, perché sta cambiando la società e di ciò i giovani se ne  sono già accorti.

I giovani di Calabria vivono sulla propria pelle, molto più che in altre Regioni del nostro paese, le difficoltà e le incertezze del vivere quotidiano, ma anche il protrarsi di ostacoli di ordine sociale ed economico.

Ma nonostante ciò,  è viva  ed esuberante la speranza tra i giovani di Calabria e, soprattutto, qui in Soverato.

Il 31 dicembre ho partecipato ad un veglione organizzato, tra i tanti, qui a Soverato.

Giovani gli organizzatori, giovani i partecipanti, ma tutti accomunati da aspirazioni, attese , progetti, che insieme alimentano la speranza di realizzarsi come veri uomini  e donne.

Da un lato i giovani organizzatori hanno dimostrato capacità ed attitudine, manifestando una tendenza imprenditoriale giovanile troppo spesso sottovalutata e mortificata dalle istituzioni locali.

Dall’altro, i giovani partecipanti hanno rivelato (o forse sarebbe meglio dire “confermato”) che i giovani di Calabria hanno volontà e determinatezza di vivere il loro territorio, di non abbandonarlo a se stesso coltivando un desiderio di rinascita e rinnovamento.

I miei occhi si sono fermati su Salvatore, giovanissimo lavoratore, pizzaiolo ma anche “Dj”, dai modi gentili e cortesi, apparentemente timido e timoroso quando parla con gli altri, ma con nel cuore grandi desideri e nella testa tanti progetti per vivere impavidamente la sua Soverato.

Ebbene, questi giovani, che come Salvatore sono rimasti non accogliendo le lusinghe di un nord troppo spesso eccessivamente ammiccante, non devono essere lasciati da soli, hanno bisogno di un forte incoraggiamento che deve partire, prima di tutto, dalle istituzioni locali.

Perché è compito delle locali istituzioni porre in essere le condizioni affinché i giovani possano realizzare le proprie aspirazioni.

È, certo, un percorso lungo ma che non deve intimorire. Soverato ha enormi potenzialità, è la sua storia ne è la riprova. E questo i giovani di Soverato, come Salvatore, lo hanno ben compreso.

Per questo Sig. Sindaco le scrivo questa lettera, con umiltà e rispetto, affinché possa nascere una seria riflessione sull’importanza di valorizzare per Soverato l’impegno e le capacità giovanili, affinché siano sempre meno i giovani che decidono di abbandonare questa terra e, perché no, per invogliare quei – tanti – giovani che lo hanno già fatto a farvi ritorno.

Avv. Fabio Loscerbo


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