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TRAMONTO SQUALLIDO

   


In questi giorni non si fa che parlare di rapporti carnali tra ricchi e adiposi omaccioni avanti con gli anni con ragazzine adolescenti a cavallo dell’età della ragione. Macelleria, carne fresca, di ragazzine che vengono spolpate prima che si chiedano in quale mondo sono state messe al mondo. 

Omuncoli, piccoli piccoli, ridancianamente, si tirano giù i calzoni, increduli dei doni immani del potere. Tanto non sono figlie loro quelle miserelle (a volte minorenni anche se non lo sembrano) malate di televisione e di vanità, agili e scultoree come gazzelle, e non sono nemmeno figlie di coloro i quali si sono fatti in quattro per difendere l'indifendibile e/o giustificare l'ingiustificabile...

Le vere figlie di quei signori probabilmente scelgono meglio e si fanno pagare di più…

D’altra parte, come disse il grande poeta Paul Valéry, il potere, senza abuso, perde tutto il suo fascino. 

Si parla di macellerie e di scannatoi in questi giorni di fine impero. Che squallido e sporco tramonto cala sul nostro paese e sulla favola di un uomo in fuga da se stesso, disertore da impegni e oneri, uomo di Stato palesemente inaffidabile. Per quel che dice. Per quel che fa.

 Miriam Santopolo

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LA SUPERSTIZIONE DELLA DEMOCRAZIA

   


Breve riassunto politico del Paese: Mussolini, Craxi, Berlusconi. Ovvero un dittatore improponibile, l’espressione peggiore della sinistra riformista; e – ora - la caricatura tragicomica del cummenda. 

La pietra tombale sull’Italia. 

Tutti a riderci dietro, ma ormai pure davanti. Tutti, perfino l’Egitto (o forse era il Marocco, chi lo sa...). 

Tutti a chiederci come cavolo facciamo a resistere dopo le leggi ad personam, gli spifferi mafiosi, gli stallieri di Arcore, i Lodi AlNano, le escort, la scuola Diaz, la scuola in generale, la mattanza Bolzaneto, i Minchiolini, i Littorifeltri, i Bertolaso, l’amico Putin, l’amico Gheddafi, l’amica Santadechè...

Quintali e quintali di liquame, e noi (cioè loro) lì: a ingoiare. Compiaciuti. Disinvolti. A loro agio, come nel salotto di casa.

Non so quando è successo, ma c’è stato un momento – preciso – in cui siamo caduti così in basso che perfino Filippofacci è sembrato un giornalista, Fabiofazio uno di sinistra, Berlusconi un liberista, Calderoli un antigolpista...

E’ stato un momento in cui l’unica salvezza dell’Italia è stata smettere di essere italiani. O – chissà – ricominciare daccapo. Stavolta sul serio.

Forse il governo cadrà, forse no. Nel frattempo, è già caduta l’Italia. Con gli italiani a bordo. E a fondo ci vanno anche quelli che non c’entrano nulla, che ne avrebbero le palle piene di pagare per mancanze altrui, che nel loro piccolo s’incazzano, vestendosi di viola o d’indignazione.
Così pateticamente utopici da credere tuttora nella speranza, così demodè da coltivare ancora – cantava qualcuno – la superstizione della democrazia.

 Miriam Santopolo

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Meglio puttanieri che gay? Discutiamone

   


In che cosa, esattamente, un settantenne che sbava dietro una diciassettenne ballerina di lap dance sarebbe migliore di un settantenne che spasima dietro un ballerino di merengue? 

Il primo sarebbe normale e il secondo anormale?

Il primo sarebbe morale e il secondo immorale? Il presidente del consiglio si vanta di amare le donne ma, consentitemi, che cosa vuol dire amare le donne? Invitarle nei palazzi, a gruppi di venti, vestirle con il tubino nero d’ordinanza, pretendere che ridano, guardarle ballare, o toccarle e poi pagare quelle che meritano?

Non lasciamoci ingannare. Non cadiamo nel tranello del grottesco televoto del giorno: maschi italiani, rispondete, vi piacciono di più gli uomini o le donne? 

No, questa volta no. Non ride più nessuno. La battuta, meglio puttaniere che frocio, la mettiamo insieme a quelle sui negri, sugli ebrei, sugli handicappati, sulle racchie  e le rimandiamo al mittente tutte insieme.

Il punto è che il signor B, con le sue menzogne, con le sue ossessioni, con le sue prepotenze ha paralizzato l'Italia.

Ha telefonato in questura per far rilasciare una minorenne indagata per prostituzione. L'ennesima vittima di una cultura distorta, di una società debole perché privata di mezzi per assistere i deboli. È con questo che il presidente del consiglio si rilassa la sera: con le vittime di un sistema che offre ben poche alternative…

Perché l'Italia è dei furbi (persino la Lega si è adattata), è di quelli che non si fanno beccare. Gli altri, quelli che rispettano le regole, sono fessi.

Intanto, al signor B non resta altro che la sua personale tragedia, la tragedia di un uomo ridicolo…

 Miriam Santopolo

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